Anche se siamo in Francia, l'anima artistica di questo palazzo parla italiano. Papa Clemente Sesto, amante del bello, chiamò a corte pittori d'eccezione, tra cui spicca Matteo Giovannetti, un maestro originario di Viterbo. Se entrate nelle cappelle di San Giovanni e San Marziale, sarete avvolti da affreschi che sembrano tele tridimensionali. Giovannetti ha introdotto qui uno stile rivoluzionario, precursore del gotico internazionale, usando la tecnica del trompe-l'œil per ingannare l'occhio e dare profondità alle pareti. Non perdete la cosiddetta Camera del Cervo: qui, per la prima volta in un palazzo papale, il tema non è religioso. Vedrete scene di caccia, pesca e vita quotidiana immerse nel verde, un tocco di natura profana nel cuore del papato. Prestate attenzione: all'interno del palazzo è proibito scattare foto in queste stanze affrescate per proteggere i pigmenti millenari dalla luce dei flash. Godetevi il momento con gli occhi, osservando i dettagli dei volti e dei paesaggi che sembrano ancora vibranti dopo quasi settecento anni.