Cosa vedere a Firenze in 3 giorni: itinerario giorno per giorno

Risposta rapida. Il primo giorno, un lunedì con i grandi musei chiusi: il complesso del Duomo, Piazza della Signoria e il tramonto sul Ponte Vecchio. Il secondo: Palazzo Vecchio, gli Uffizi, Santa Croce e il tramonto dal Piazzale Michelangelo. Il terzo: il Giardino di Boboli e Palazzo Pitti di mattina, le botteghe di San Frediano e un ultimo pranzo in Oltrarno prima della partenza.

  • Date pianificate: 19–21 aprile
  • 3 giorni
  • 16 tappe
  • 7 guide audio lungo il percorso
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Mappu ha costruito questo percorso attorno alle sue date: meteo, tramonti e giorni di apertura. Apre il planner con destinazione e durata già inserite; date, ritmo e interessi li scegli tu. Per generare il piano completo serve un account gratuito.

Cosa vedrai ogni giorno

Ogni giornata in breve. Le tappe con una guida audio di Mappu portano direttamente alla guida, da ascoltare sul posto o prima di partire.

  1. Giorno 1 · Arrivo a Firenze, il Duomo al primo sguardo e il tramonto sul Ponte Vecchio

    Arrivo a Santa Maria Novella, complesso del Duomo, Piazza della Signoria e tramonto sul Ponte Vecchio, cena in Piazza Santo Spirito.

    Passeggiata in autonomia per questa giornata

  2. Giorno 2 · Rinascimento e Oltrarno: Palazzo Vecchio, gli Uffizi, Santa Croce e il tramonto dal Piazzale Michelangelo

    Palazzo Vecchio e Uffizi al mattino, schiacciata in via dei Neri, Santa Croce e tramonto dal Piazzale Michelangelo.

    Passeggiata in autonomia per questa giornata

  3. Giorno 3 · Pitti, Boboli e le botteghe di San Frediano: ultimo giro d'Oltrarno e partenza

    Giardino di Boboli e Palazzo Pitti, botteghe di San Frediano, pranzo in Piazza della Passera e partenza.

    Passeggiata in autonomia per questa giornata

L’itinerario completo, con mappa e note di viaggio

Ogni tappa con le sue note, il percorso sulla mappa e i consigli su trasporti, budget e bagaglio.

Itinerario di 3 giorni a Firenze
Duomo, Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Santa Croce, Oltrarno e Giardino di Boboli

Pianificato con Mappu

Firenze Rinascimentale: dal Duomo all'Oltrarno, tra arte, chiese e botteghe artigiane

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Trasporto misto

apr 19 | lun

Arrivo a Firenze, il Duomo al primo sguardo e il tramonto sul Ponte Vecchio
In viaggio verso Firenze: arrivo alla stazione di Santa Maria Novella
Il viaggio comincia con l'arrivo a Firenze Santa Maria Novella, il grande nodo ferroviario affacciato su Piazza della Stazione, da cui il centro storico è a portata di passeggiata. La stazione merita già uno sguardo: il corpo principale firmato da Giovanni Michelucci e inaugurato negli anni Trenta è una delle architetture razionaliste più discusse d'Italia, con la sua pensilina in vetro e acciaio che sembra una macchina moderna appoggiata al tessuto antico della città. Appena uscite, la cupola del Brunelleschi vi dice che siete arrivati nel posto giusto. Poiché la città di partenza non è definita, questo blocco resta volutamente elastico: nessun orario e nessuna durata fissa, così potete adattarlo al treno, al volo o all'auto che sceglierete. Firenze Santa Maria Novella è il riferimento naturale per chi arriva su rotaia, ed è collegata alla rete urbana di autobus e tram; in taxi si arriva in pochi minuti ovunque nel centro storico. Appena scesi, prendetevi cinque minuti per orientarvi: la piazza della stazione è il punto in cui la città moderna incontra quella rinascimentale, e da qui tutto ciò che avete segnato in agenda è raggiungibile a piedi.
  • Arrivo alla stazione di Firenze Santa Maria Novella
  • Deposito bagagli e area taxi all'uscita
  • Passeggiata di 15-20 minuti verso il centro storico
  • Blocco di viaggio senza orari fissi: si adatta al vostro mezzo

Note aggiuntive

Il deposito bagagli della stazione è comodo se arrivate prima del check-in; davanti all'uscita trovate il parcheggio taxi e le fermate dei mezzi urbani. Dal piazzale della stazione al Duomo sono circa 15-20 minuti di passeggiata tranquilla, in piano. Tenete i biglietti del treno a portata di mano se viaggiate con titoli digitali.
Il centro di Firenze si gira a piedi: dal Duomo a Santa Croce sono dieci minuti, dal Ponte Vecchio a Palazzo Pitti altri dieci. Per le distanze maggiori — Piazzale Michelangelo, Fiesole, l'aeroporto — la rete urbana di Autolinee Toscane è la soluzione pratica. Con il biglietto urbano viaggiate su tram e autobus della rete fiorentina: tariffe e validità aggiornate si controllano sull’app dell’operatore. Consiglio: comprate il biglietto in app o alla macchinetta prima di salire, convalidatelo e tenetelo fino a fine corsa. Se vi muovete molto in giornata, il carnet o il titolo giornaliero convengono spesso più dei biglietti singoli. E ricordate che nel centro storico il traffico privato è limitato: anche in taxi conviene farsi lasciare ai margini della zona a traffico limitato e proseguire a piedi, che è poi il modo migliore di conoscere Firenze.
Check-in nel cuore di Firenze, tra il Duomo e Piazza della Signoria
Per un itinerario come questo l'area migliore dove dormire è il centro storico sull'asse di Via Calzaiuoli, la via pedonale che unisce il Duomo e Piazza della Signoria: da lì tutto ciò che avete in programma — Duomo, Signoria, Santa Croce, Uffizi — è a meno di quindici minuti a piedi, e anche l'Oltrarno si raggiunge con una passeggiata piacevole. Un riferimento comodo e ben posizionato è l'FH55 Hotel Calzaiuoli, in Via Calzaiuoli, a metà strada tra il Duomo e Piazza della Signoria, scelto spesso proprio per la posizione: si raggiungono a piedi l'Oltrarno e le principali attrazioni cittadine. Le zone che consiglio, in ordine di comodità: primo, Via Calzaiuoli e Piazza della Signoria, il cuore pulsante e la scelta più comoda per una coppia; secondo, la zona di Piazza Santa Croce, più quieta la sera e vicina alla basilica; terzo, l'Oltrarno tra Santo Spirito e San Frediano, la più autentica e romantica, ideale se volete svegliarvi dal lato artigiano della città. Aprile è uno dei periodi più richiesti dell'anno a Firenze: prenotate con largo anticipo, meglio mesi prima, e verificate che la camera abbia l'aria condizionata o almeno un buon ricambio d'aria, perché le primavere fiorentine alternano giornate fresche a pomeriggi già tiepidi.
  • Zona 1: Via Calzaiuoli e Piazza della Signoria (massima comodità, tutto a piedi)
  • Zona 2: Piazza Santa Croce (tranquilla, vicina alla basilica)
  • Zona 3: Oltrarno, Santo Spirito e San Frediano (anima autentica e artigiana)
  • Riferimento comodo: FH55 Hotel Calzaiuoli, Via Calzaiuoli

Note aggiuntive

Zone consigliate: 1) Via Calzaiuoli / Piazza della Signoria; 2) Piazza Santa Croce; 3) Oltrarno, Santo Spirito e San Frediano. Chiedete al ricevimento una mappa cartacea: nel centro storico i vicoli ingannano e il telefono a volte perde il segnale tra le pietre.
Il complesso del Duomo: Santa Maria del Fiore, la cupola del Brunelleschi e il Battistero
Il primo incontro con Firenze è quasi sempre lo stesso: si sbuca da una via stretta e la cattedrale di Santa Maria del Fiore esplode davanti agli occhi, rivestita di marmi bianchi, verdi e rosa. Arnolfo di Cambio cominciò a progettarla nel 1296, ma per oltre un secolo la chiesa rimase senza copertura: era troppo ampia perché una volta tradizionale potesse reggere. La soluzione arrivò nel 1420, quando Filippo Brunelleschi vinse il concorso e tirò su la cupola in muratura più grande mai realizzata, un guscio ottagonale che ancora oggi è il modo in cui Firenze si annuncia da lontano. Salire i circa 463 gradini fino alla lanterna è un'esperienza fisica e indimenticabile, e va prenotata a fascia oraria perché i posti si esauriscono con largo anticipo. Attorno alla cattedrale si stringe il resto del complesso: il Campanile di Giotto, slanciato e rivestito degli stessi marmi, con i suoi 414 gradini che offrono forse la vista più bella sulla cupola; e il Battistero di San Giovanni, ottagonale, tra gli edifici più antichi della città, con le porte bronzee di Lorenzo Ghiberti — la celebre Porta del Paradiso, oggi sostituita in loco da una copia mentre gli originali sono custoditi nel Museo dell'Opera del Duomo. Il concorso bandito nel 1401 per la porta nord, vinto da Ghiberti contro Brunelleschi, è considerato da molti storici dell'arte il momento in cui il Rinascimento fiorentino comincia a respirare. Siamo a fine aprile e il cielo alterna ore luminosissime a rovesci improvvisi: la piazza è perfetta per le foto anche con luce piatta, e se arriva la pioggia avete due ripari eccellenti a due passi, il Battistero e il Museo dell'Opera del Duomo. Teniamo il primo giorno volutamente elastico: gli esterni del complesso si godono a qualunque ora, e la sera, illuminati, sono ancora più scenografici.
  • Piazza del Duomo e facciata di Santa Maria del Fiore
  • Cupola del Brunelleschi: circa 463 gradini, ingresso a fascia oraria
  • Campanile di Giotto: circa 414 gradini, la vista migliore sulla cupola
  • Battistero di San Giovanni e Porta del Paradiso del Ghiberti
  • Piano B in caso di pioggia: Battistero e Museo dell'Opera del Duomo

Note aggiuntive

Ingressi a fascia oraria per cupola e campanile: prenotate online con settimane di anticipo. Orari e disponibilità delle salite cambiano con la stagione e con le funzioni religiose, quindi verificate la fascia prescelta quando prenotate. Abbigliamento con spalle e ginocchia coperte per gli interni.
Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi
Piazza della Signoria è il salotto politico di Firenze da sette secoli, e dal Duomo ci si arriva a piedi in cinque minuti. Il palazzo che la domina, Palazzo Vecchio, nacque nel 1299 su progetto di Arnolfo di Cambio come sede dei Priori: la torre merlata svetta sopra la piazza e il bugnato rustico della facciata dà l'idea esatta di quanto la Repubblica fiorentina tenesse a mostrarsi solida. Davanti all'ingresso c'è la copia del David di Michelangelo: l'originale rimase lì, esposto alle intemperie, fino al 1873, quando fu trasferito al riparo della Galleria dell'Accademia. Sotto la Loggia dei Lanzi, aperta come un museo a cielo aperto, si affollano capolavori: il Perseo di Benvenuto Cellini, il Ratto delle Sabine del Giambologna, i leoni medicei. Al centro della piazza la Fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati, che i fiorentini chiamano affettuosamente "il Biancone". Cercate in terra, davanti al palazzo, la targa che ricorda il rogo di Girolamo Savonarola nel 1498: da questa piazza la storia della città è passata tutta. Un caffè al banco in uno dei locali sotto i portici, con la torre che si specchia nelle vetrine, è il modo più semplice per prendere confidenza con la piazza. Gli interni del palazzo li visiteremo domani con calma, in apertura: oggi limitatevi a godervi la scenografia e a leggere le targhe, che raccontano più di molte guide.
  • Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo visti dall'esterno
  • Copia del David davanti all'ingresso principale
  • Loggia dei Lanzi: Perseo del Cellini e Ratto delle Sabine del Giambologna
  • Fontana del Nettuno, il "Biancone" degli Ammannati
  • Targa del rogo di Savonarola (1498)

Note aggiuntive

Piazza della Signoria è sempre accessibile e gratuita; la Loggia dei Lanzi pure. Se volete salire sulla Torre di Arnolfo, l'ingresso è separato e a numero chiuso: informatevi con anticipo. Fotografie migliori nel tardo pomeriggio, quando la facciata di Palazzo Vecchio si accende di luce calda.
Tramonto sul Ponte Vecchio, tra le botteghe degli orafi
Il Ponte Vecchio è il luogo in cui Firenze diventa cartolina, e a fine aprile il sole scende verso le 20:00-20:20: regalatevi mezz'ora sul ponte quando la pietra si accende di rosa e l'Arno diventa uno specchio. È l'unico dei ponti fiorentini risparmiato nel 1944, quando le truppe tedesche in ritirata fecero saltare gli altri; si racconta che a salvarlo sia stato un ordine arrivato dall'alto, mentre gli edifici alle due estremità venivano minati per ostruire gli accessi. Camminare qui al crepuscolo, con le luci delle botteghe accese, è uno di quei momenti che rendono Firenze una città per coppie. Le botteghe appese sul ponte sono oreficerie, ma non è sempre stato così: fino alla fine del Cinquecento qui lavoravano i beccai, i macellai, che gettavano gli scarti direttamente nel fiume. Nel 1593 Ferdinando I de' Medici li cacciò e insediò gli orafi, e da allora il ponte è una vetrina d'oro. Sopra le botteghe corre il Corridoio Vasariano, costruito nel 1565 da Giorgio Vasari in pochi mesi per permettere a Cosimo I di passare da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti senza scendere in strada: dal ponte si scorgono le sue piccole finestre affacciate sull'acqua. Un avvertimento pratico: i lucchetti dell'amore non si attaccano più, le sanzioni sono salate e le ringhiere sono state ripulite. Per la foto migliore spostatevi sul Ponte alle Grazie o sul lungarno: da lì il ponte, con le case sospese sull'acqua, si mostra intero.
  • Passeggiata sul Ponte Vecchio all'ora del tramonto
  • Botteghe degli orafi, insediate da Ferdinando I nel 1593
  • Finestre del Corridoio Vasariano sopra le botteghe
  • Punto fotografico migliore: Ponte alle Grazie e lungarni

Note aggiuntive

Il ponte è sempre aperto e gratuito. Il tramonto di fine aprile cade intorno alle 20:10: arrivate con venti minuti di margine per prendere posizione sul lato est, quello verso Santa Croce, che riceve la luce migliore. Scarpe comode: il lastricato è irregolare.
Il primo giorno è elastico per definizione, e lo abbiamo lasciato senza orari fissi proprio per questo: l'ordine Duomo, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio funziona sia che arriviate a metà mattina sia nel primo pomeriggio. Se il viaggio vi porta in città tardi, invertite: prima il tramonto sul ponte e la cena in Oltrarno, e rimandate il Duomo alla sera — illuminato è ancora più scenografico — o alla mattina dopo, prima delle 9, quando la piazza è quasi deserta e i marmi hanno la luce migliore. La cosa che davvero non conviene rimandare è la prenotazione: cupola, campanile, Uffizi e Palazzo Vecchio lavorano a fasce orarie e in aprile si riempiono settimane prima. Se avete mezz'ora in hotel, approfittatene per sistemare i biglietti online. Due note pratiche: molte trattorie dell'Oltrarno osservano un giorno di riposo infrasettimanale, quindi una telefonata il giorno prima vi garantisce il tavolo; e il meteo di aprile, tra una giornata di sole e l'altra, può regalare un rovescio improvviso, quindi meglio un impermeabile leggero che un ombrello, che sul lungarno il vento ribalta subito.

Ristorante suggerito

Trattoria toscana

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Piazza Santo Spirito, a dieci minuti a piedi dal Ponte Vecchio, è il salotto popolare dell'Oltrarno: tavolini sotto gli alberi, biciclette, voci e l'abside della basilica come fondale. Per la prima cena è la posizione ideale, perché ci si arriva camminando senza attraversare mezza città dopo il viaggio. L'indirizzo più amato della piazza è l'Osteria Santo Spirito (Piazza Santo Spirito 16/R), celebre per gli gnocchi gratinati al tartufo serviti ancora fumanti nella teglia: un piatto generoso e profumato che vale da solo la passeggiata. Accanto, ordinate crostini toscani con fegatini, una ribollita se la serata è fresca o una bistecca alla fiorentina da dividere in due, con un Chianti Classico della casa. Per una coppia in cerca di atmosfera autentica questo angolo batte molte trattorie del centro: i prezzi restano da osteria (indicativamente 25-35 € a persona con vino della casa) e il servizio è informale, con i tavoli affacciati sulla piazza. Molti locali dell'Oltrarno osservano un giorno di riposo infrasettimanale: una telefonata il giorno prima vi garantisce il tavolo e vi evita la sorpresa. Se trovate tutto esaurito, la piazza offre alternative a pochi metri, dalla trattoria storica al wine bar con cucina.

apr 20 | mar

Rinascimento e Oltrarno: Palazzo Vecchio, gli Uffizi, Santa Croce e il tramonto dal Piazzale Michelangelo
Due parole sulle prenotazioni, perché a Firenze fanno la differenza tra una visita serena e due ore in coda. Uffizi e Galleria dell'Accademia lavorano a fasce orarie — per gli Uffizi le opzioni tipiche cadono a metà mattina e nel primo pomeriggio — e si scelgono online con largo anticipo; in aprile, in piena stagione, conviene muoversi settimane prima. Come da vostra richiesta, Uffizi e Accademia non stanno nella stessa giornata: in questo itinerario gli Uffizi hanno il tempo che meritano, senza corse. Stesso discorso per il complesso del Duomo: salita alla cupola e al campanile funzionano a turni e si esauriscono facilmente. Un'ultima nota sul meteo di aprile: le giornate sono lunghe e luminose, ma i rovesci pomeridiani sono frequenti e brevi; un impermeabile leggero nello zaino risolve il problema senza costringervi a rifugiarvi in un negozio di souvenir.
Dentro Palazzo Vecchio: il Salone dei Cinquecento e lo Studiolo di Francesco I
09:00
105

minuti

Dentro Palazzo Vecchio si capisce come Firenze abbia pensato se stessa per tre secoli. Il percorso comincia dal Cortile di Michelozzo, ma il cuore è il Salone dei Cinquecento: cinquantadue metri di lunghezza, costruito nel 1494 per ospitare il Consiglio Maggiore della repubblica savonaroliana e poi trasformato da Giorgio Vasari in teatro della gloria medicea. Gli affreschi celebrano le vittorie di Cosimo I e su uno di essi, nella scena della battaglia di Marciano, compare la scritta "Cerca trova" su una bandiera verde: un indizio che secondo molti rimanda alla Battaglia di Anghiari di Leonardo, dipinta e poi perduta proprio su queste pareti. Cercarla è uno dei giochi più divertenti della visita, ma chiedete a una guida o al personale dove guardare, altrimenti rischiate di fissare il muro per dieci minuti. Poco più avanti il percorso entra nello Studiolo di Francesco I, uno scrigno senza finestre dove il granduca custodiva oggetti preziosi e dipinti, decorato da Vasari e dalla sua équipe; poi la Sala dei Gigli, con la Giuditta e Oloferne di Donatello. Se avete energia e la giornata è limpida, la salita alla Torre di Arnolfo regala la vista più alta sul centro storico: il biglietto è separato e gli ingressi in torre chiudono prima del museo, quindi informatevi all'ingresso e, se ci tenete, fatela come prima cosa. Consiglio pratico: prenotate l'ingresso a fascia oraria e presentatevi con qualche minuto di anticipo, perché i controlli di sicurezza richiedono tempo e gli zaini grandi non entrano. Un'ora e mezza ben spesa qui vale più di tre ore di corsa.
  • Cortile di Michelozzo
  • Salone dei Cinquecento e gli affreschi del Vasari
  • La scritta "Cerca trova" nella battaglia di Marciano
  • Studiolo di Francesco I
  • Sala dei Gigli con la Giuditta e Oloferne di Donatello
  • Salita opzionale alla Torre di Arnolfo (biglietto separato)

Note aggiuntive

Ingresso a fascia oraria, prenotazione online consigliata. Zaini grandi non ammessi: lasciate tutto in hotel. La torre ha ingressi separati e orari più stretti rispetto al museo.
La Galleria degli Uffizi: Botticelli, Leonardo e il Rinascimento tutto in fila
11:00
150

minuti

Gli Uffizi sono il museo che dà ragione al vostro amore per il Rinascimento. Il palazzo a ferro di cavallo lo costruì Giorgio Vasari a partire dal 1560 per Cosimo I: serviva a riunire in un solo luogo gli uffici amministrativi del granducato — da lì il nome, "uffizi" — e sotto i portici che sorreggono i due piani sono allineate le statue dei fiorentini illustri, dal Medioevo all'Ottocento, collocate lì per celebrare i padri della cultura toscana. Oggi quelle sale custodiscono la collezione dei Medici: la Nascita di Venere e la Primavera di Botticelli, l'Annunciazione di Leonardo, il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello, la Venere di Urbino di Tiziano, la Medusa di Caravaggio. Il consiglio è di scegliere in anticipo tre o quattro sale irrinunciabili invece di rincorrere tutto: due ore e mezza ben spese valgono più di quattro ore di corsa. C'è una storia da tenere a mente mentre camminate: nel 1993 un'autobomba in via dei Georgofili, a pochi passi dagli Uffizi, causò vittime e danni gravi ad alcune opere della galleria; il museo e la città hanno ricucito quello strappo con restauri lunghi e pazienti, e oggi il corridoio delle sculture racconta anche quella pagina. Prima di uscire, salite al bar con terrazza accanto all'ultima sala: da lassù si vedono la torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio e la cupola del Brunelleschi, un finale perfetto per un museo che è anche una macchina per guardare la città. Abbiamo scelto l'ingresso a metà mattina, una delle fasce disponibili, così il pomeriggio resta libero per Santa Croce.
  • Nascita di Venere e Primavera di Botticelli
  • Annunciazione di Leonardo
  • Tondo Doni di Michelangelo
  • Madonna del Cardellino di Raffaello
  • Venere di Urbino di Tiziano e Medusa di Caravaggio
  • Bar con terrazza sull'ultima sala: vista su torre di Arnolfo e cupola

Note aggiuntive

Ingresso a fascia oraria con prenotazione online; controlli di sicurezza all'ingresso. Itinerario consigliato: secondo piano, sale del Trecento e del Quattrocento, Botticelli, Leonardo, Raffaello, Tiziano, Caravaggio. La terrazza con bar si raggiunge dall'ultima sala.

Ristorante suggerito

Schiacciata e panini toscani

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Tra il museo e la basilica c'è un pranzo che i fiorentini fanno davvero, ed è uno dei motivi per cui vale la pena camminare fino a via dei Neri: All'Antico Vinaio, il banco di schiacciata più famoso della città. La fila fuori dalla porta fa parte del rito, scorre in fretta e vi mette in conversazione con mezza Firenze; dentro si sceglie il pane appena sfornato e il ripieno si compone davanti a voi. Il classico che consiglio è la schiacciata con finocchiona, pecorino e crema di peperoni: sapida, grassa al punto giusto e perfetta dopo due ore di museo. Siamo nel cuore della zona di Santa Croce, a cinque minuti dalla basilica che visiteremo subito dopo, quindi il pranzo si incastra senza deviazioni. Contate indicativamente 8-12 € a testa, con la possibilità di mangiare in piedi o portare tutto via: noi suggeriamo di prendere la schiacciata e consumarla sui gradini di Piazza Santa Croce o appoggiati al muretto verso l'Arno, guardando la gente passare. Se preferite sedervi, nelle vie intorno non mancano osterie con piatti del giorno, ma per un pasto rapido e autentico questo è l'indirizzo che i fiorentini consigliano quando vogliono mangiare bene senza cerimonie.
La Basilica di Santa Croce: Giotto, Brunelleschi e le tombe dei grandi fiorentini
15:00
105

minuti

Santa Croce è il pantheon laico d'Italia, e per chi ama le chiese è una tappa che vale da sola il viaggio. La basilica francescana, avviata alla fine del Duecento e tradizionalmente legata al nome di Arnolfo di Cambio, ha una facciata in marmi policromi ottocentesca, ma dentro si cammina nel Medioevo: le cappelle Bardi e Peruzzi conservano gli affreschi di Giotto sulla vita di san Francesco, il ciclo che ha cambiato il modo di dipingere in Europa, e accanto alla navata c'è la Cappella de' Pazzi, il gioiello architettonico di Brunelleschi con la sua geometria grigia e pulita. Sotto i pavimenti riposano Michelangelo, Machiavelli, Galileo, Lorenzo Ghiberti e Gioachino Rossini: un elenco che già nell'Ottocento fece scrivere a Ugo Foscolo i versi dei Sepolcri e trasformò la chiesa in un luogo della memoria nazionale. Un altro dettaglio che a Firenze raccontano sempre: il Crocifisso di Cimabue, simbolo dell'alluvione del 4 novembre 1966, quando l'Arno sommerse il centro e l'acqua arrivò fin dentro la basilica; il restauro dell'opera, ricomposta pezzo per pezzo, è diventato il manifesto di come la città ha salvato il proprio patrimonio. Nell’antico convento ha sede la Scuola del Cuoio, nata dopo la guerra per dare un mestiere agli orfani: oggi i suoi laboratori vendono borse e portafogli fatti a mano, ed è un assaggio perfetto del tema artigiano che vi aspetta domani in Oltrarno. Ricordate il codice di abbigliamento: spalle e ginocchia coperte, silenzio durante le funzioni.
  • Cappelle Bardi e Peruzzi con gli affreschi di Giotto
  • Cappella de' Pazzi di Brunelleschi
  • Tombe di Michelangelo, Machiavelli, Galileo e Rossini
  • Crocifisso di Cimabue, simbolo dell'alluvione del 1966
  • Scuola del Cuoio nell’antico convento

Note aggiuntive

Ingresso con biglietto; abbigliamento rispettoso (spalle e ginocchia coperte). Da non perdere il primo chiostro e la Scuola del Cuoio. Orari e aperture possono variare per funzioni religiose: verificate la mattina stessa.
Verso il Piazzale Michelangelo: botteghe di San Niccolò e tramonto sull'Arno
17:00
180

minuti

Il modo più bello di chiudere la giornata è la salita al Piazzale Michelangelo, il terrazzo che guarda Firenze dall'alto. Da Santa Croce si cammina verso l'Arno passando per Borgo Santa Croce e il Ponte alle Grazie; poi si costeggia il lungarno Serristori, si attraversa Piazza Poggi e si sale tra i vicoli di San Niccolò, il quartiere di artigiani e botteghe ai piedi della collina. La rampa è dolce ma continua: prendetevela con calma, sono venti minuti buoni dal fiume, e la ricompensa arriva tutta insieme quando il parapetto si apre e la città appare distesa sotto di voi, con la cupola del Brunelleschi e la torre di Palazzo Vecchio che emergono dal mare di tegole. Al centro della piazza c'è una copia in bronzo del David, sistemata qui alla fine dell'Ottocento per accompagnare idealmente il trasferimento dell'originale; poco più in alto, se arrivate prima della chiusura pomeridiana, la basilica romanica di San Miniato al Monte è uno dei capolavori romanici della Toscana: la cripta dell'XI secolo sotto l'altare maggiore è la parte più antica, e la tradizione vuole che custodisca le ossa del santo. Se il cielo tiene, il tramonto di fine aprile scatta intorno alle 20:10 e per mezz'ora le pietre si accendono di un rosa caldo che nessuna fotografia restituisce davvero. Portate una giacca leggera: lassù, dopo il tramonto, tira sempre un filo d'aria. Il rientro verso l'Oltrarno è tutto in discesa, attraverso San Niccolò e via de' Bardi, e in venticinque minuti siete a tavola.
  • Passeggiata dal Ponte alle Grazie a San Niccolò
  • Rampa panoramica fino al Piazzale Michelangelo
  • Copia in bronzo del David sulla piazza
  • Basilica di San Miniato al Monte, se ancora aperta
  • Tramonto sull'Arno intorno alle 20:10

Note aggiuntive

Salita a piedi in circa 20 minuti dal fiume, tutta in leggera pendenza; in alternativa la rete urbana di autobus collega la zona. Tramonto intorno alle 20:10 a fine aprile: portate una giacca leggera e acqua. La basilica di San Miniato al Monte chiude nel tardo pomeriggio.

Ristorante suggerito

Cucina toscana, cinghiale e carni

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Scendendo dal Piazzale Michelangelo si arriva in Oltrarno dalla parte giusta: via de' Bardi, poi Borgo San Jacopo, dove a pochi passi dal Ponte Vecchio si trova l'Osteria del Cinghiale Bianco. Il nome dice già tutto e il piatto simbolo sono le pappardelle al cinghiale, dense e profumate di rosmarino, accompagnate da crostini di fegatini e da una bistecca alla fiorentina se la fame è da camminata in collina. È cucina toscana senza fronzoli, in una sala rustica con volte in pietra che riporta subito all'Oltrarno delle botteghe. La posizione è perfetta dopo il tramonto al Piazzale: venticinque minuti di discesa, tutti a piedi, senza tornare a prendere mezzi, e ci si siede con la città ancora negli occhi. Indicativamente si cena con 30-40 € a persona con vino della casa; il locale è piccolo e richiesto, quindi la prenotazione è fortemente consigliata. Se cercate qualcosa di più leggero, il borgo offre anche wine bar con cucina e piatti di stagione, ma per una coppia che vuole chiudere la giornata con i sapori della tradizione toscana questo è l'indirizzo giusto al momento giusto.

apr 21 | mer

Pitti, Boboli e le botteghe di San Frediano: ultimo giro d'Oltrarno e partenza
Il Giardino di Boboli: viali, statue e la terrazza sul centro
08:30
90

minuti

Il Giardino di Boboli è la scenografia verde dei Medici, e la mattina presto è il momento in cui lo si gode meglio: l'ingresso apre intorno alle 8:15 e prima delle nove i viali sono quasi vuoti. Dietro Palazzo Pitti si sale per terrazze successive: l'Anfiteatro, ricavato nella collina e usato per gli spettacoli di corte; la Grotta del Buontalenti, una cavità artificiale con stalattiti e figure che sembra uscita da un racconto; la Fontana dell'Oceano del Giambologna sull'Isolotto, in fondo al celebre Viottolone, il viale di cipressi e statue che taglia il giardino in diagonale. È uno dei giardini all'italiana più celebrati al mondo, e da quasi ogni terrazza la cupola del Duomo ricompare tra gli alberi a ricordarvi dove siete. La logica di visita che consiglio è questa: dall'ingresso salite verso la zona alta per la vista, poi scendete lungo il Viottolone fino all'Isolotto e risalite verso il palazzo passando per la zona del Kaffeehaus. In aprile il giardino apre alle 8:15 e chiude nel tardo pomeriggio; Palazzo Pitti chiude il lunedì e Boboli il primo e l’ultimo lunedì del mese: noi siamo qui di mercoledì, quindi nessun problema. Biglietti e combinazioni con il palazzo si verificano sul sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi. Scarpe comode, perché i vialetti in ghiaia e le salite si fanno sentire, e una bottiglietta d'acqua: le fontanelle nel giardino non sono frequenti. Le ore più belle per la luce sono quelle del mattino, con il sole radente che allunga le ombre dei cipressi.
  • Anfiteatro di Boboli
  • Grotta del Buontalenti
  • Viottolone e Fontana dell'Oceano del Giambologna sull'Isolotto
  • Terrazze panoramiche con vista sulla cupola del Duomo

Note aggiuntive

Palazzo Pitti chiude il lunedì, Boboli il primo e l’ultimo lunedì del mese. Orari, biglietti e combinazioni possono cambiare: verificate i canali ufficiali delle Gallerie degli Uffizi.
Palazzo Pitti: la Galleria Palatina, gli appartamenti reali e Raffaello
10:15
120

minuti

Palazzo Pitti è il più grande edificio di Firenze, e la sua storia è una vendetta sociale riuscita benissimo. A volerlo, nel 1458, fu Luca Pitti, banchiere rivale dei Medici, che desiderava una dimora capace di competere con la loro: la tradizione attribuisce il progetto a Brunelleschi, e certo il bugnato gigantesco della facciata ha una forza da fortezza. Un secolo dopo i Pitti erano in difficoltà e il palazzo passò ai Medici, che lo acquistarono per Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I: da allora fu la residenza dei granduchi, poi dei Lorena e infine dei Savoia. Dentro si visita la Galleria Palatina, con Raffaello — la Madonna della Seggiola e la Madonna del Granduca —, Tiziano, Rubens e Filippo Lippi, esposti in sale ancora arredate come appartamenti; poi gli Appartamenti Reali, il Museo degli Argenti e la Galleria del Costume. Il percorso è ricco, e per non stancarvi conviene scegliere: se il Rinascimento è il vostro tema, la Galleria Palatina è la tappa da non saltare; se preferite le arti decorative, il Tesoro dei Granduchi e la moda valgono la deviazione. Affacciatevi alle finestre del piano nobile: da lì il giardino di Boboli si legge come un disegno dall'alto, e capirete perché la corte volesse abitare dentro una scenografia. Con la visita al giardino fatta poco prima, il quadro si chiude perfettamente.
  • Galleria Palatina: Raffaello, Tiziano, Rubens
  • Madonna della Seggiola e Madonna del Granduca
  • Appartamenti Reali
  • Museo degli Argenti e Galleria del Costume
  • Finestre del piano nobile sul Giardino di Boboli

Note aggiuntive

Il palazzo osserva la chiusura settimanale del lunedì; per i biglietti che includono anche Boboli verificate le opzioni sul sito ufficiale. Sale e collezioni possono avere aperture parziali: verificate i canali ufficiali dei musei fiorentini.
Botteghe artigiane di San Frediano e Santo Spirito: la Firenze che lavora
12:30
60

minuti

L'Oltrarno che vi proponiamo adesso è quello che i fiorentini chiamano "l'altra Firenze": popolare, laboriosa, fatta di botteghe dove il tempo passa al ritmo delle mani. Tra San Frediano, Santo Spirito e San Niccolò si susseguono laboratori di oreficeria e di cesello dell'argento, ceramisti, intagliatori del legno, restauratori e artigiani del cuoio, spesso a pianterreno con la porta aperta sull'odore di mastice, vernice e legno appena tagliato. Entrate quando vedete un banco di lavoro, chiedete se potete guardare: quasi sempre vi verrà raccontato un mestiere tramandato da generazioni, ed è il modo più diretto per capire perché questo quartiere è rimasto vivo. Su tutto questo veglia la basilica di Santo Spirito, l'ultima grande opera di Brunelleschi (il mercoledì è chiusa alle visite, quindi oggi la si ammira da fuori): interno sobrio, proporzioni perfette, e nella sagrestia un crocifisso ligneo attribuito a un Michelangelo non ancora ventenne, scolpito per ringraziare i frati agostiniani che lo avevano ospitato. Il contrasto tra la semplicità brunelleschiana e il senso pratico delle botteghe intorno racconta bene l'anima dell'Oltrarno. Se avete poco tempo, scegliete un tratto solo: via de' Serragli e Borgo San Frediano verso Santo Spirito bastano per l'atmosfera. Vestitevi comodi e non programmate nulla di rigido: è un quartiere da attraversare con calma, lasciandosi guidare dalle vetrine e dai rumori dei laboratori.
  • Borgo San Frediano e via de' Serragli: botteghe e laboratori
  • Artigiani di oreficeria, cesello dell'argento, ceramica e cuoio
  • Basilica di Santo Spirito di Brunelleschi
  • Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo nella sagrestia

Note aggiuntive

Le botteghe artigiane hanno orari propri e molte chiudono nella pausa pranzo: è il momento giusto per sbirciare dalle vetrine e tornare dopo. La basilica di Santo Spirito è a pochi passi da Borgo San Frediano, ma il mercoledì non si visita.

Ristorante suggerito

Osteria toscana

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Ultimo pranzo in Oltrarno, e lo facciamo nel posto giusto: i 4 Leoni, in Piazza della Passera 1, sono una trattoria storica a due passi da Palazzo Pitti e dal Ponte Vecchio, con i tavolini che occupano una piazzetta che sembra il cortile di casa. Il piatto che li ha resi celebri è il tortello di pera e ricotta, nella versione con salsa di formaggio e asparagi: dolce e salato insieme, è uno di quei sapori che restano in memoria e spiegano perché i fiorentini difendono la loro cucina con orgoglio. Se avete ancora fame, la bistecca alla fiorentina si ordina al chilo e si divide: è il modo giusto di chiudere un soggiorno toscano. I prezzi sono da trattoria di qualità, indicativamente 30-40 € a persona con un bicchiere di vino, e la prenotazione è consigliata già dal giorno prima. Con il palazzo e il giardino appena visitati, un pranzo lungo e senza fretta è esattamente ciò che serve prima di riprendere i bagagli. La piazzetta è a cinque minuti da Palazzo Pitti: si arriva a piedi senza deviazioni e si riparte verso l'hotel passando per via de' Guicciardini, con l'ultimo sguardo all'Oltrarno che vale la pena di concedersi.
Prima di lasciare la camera, chiedete al ricevimento di custodire i bagagli: quasi tutte le strutture del centro offrono questo servizio il giorno della partenza, e vi permette di girare per l'Oltrarno senza pesi. Il check-out tipico cade tra le 10:30 e le 11:00, quindi conviene lasciare le valigie e uscire con uno zaino leggero: se dormite in centro, in venti minuti a piedi siete a Palazzo Pitti. Per il rientro verso Firenze Santa Maria Novella calcolate venti-venticinque minuti a piedi dal Duomo o da Piazza della Signoria, oppure un taxi o la rete urbana di autobus e tram. Se partite in treno, presentatevi in stazione con almeno venti minuti di margine; se prendete un volo, aggiungete il tempo del collegamento verso l'aeroporto e decidete in anticipo il mezzo, verificando gli orari correnti sull'app dell'operatore. Ultimo consiglio: indossate le scarpe comode e non riempite lo zaino di souvenir pesanti prima del trasferimento. E se vi resta un'ora libera, il bar con terrazza degli Uffizi, che si raggiunge dall'ultima sala del museo, è uno dei modi più eleganti per dire arrivederci a Firenze.
Ritorno a Firenze Santa Maria Novella e partenza verso casa
Il rientro si appoggia a Firenze Santa Maria Novella, il principale nodo ferroviario della città e punto di partenza dei collegamenti verso il resto d'Italia. Questo blocco resta volutamente senza orario e senza durata fissa: la partenza dipende dal treno o dal volo che avrete scelto, e non c'è motivo di forzare la giornata. Dal centro storico la stazione è raggiungibile a piedi in venti-venticinque minuti dal Duomo, oppure con la rete urbana di autobus e tram o con un taxi; calcolate un margine generoso per i controlli, lo spostamento sui binari e, se partite in aereo, per il collegamento verso l'aeroporto. Prima di lasciare la città, un'ultima raccomandazione golosa: un caffè al banco, il modo più fiorentino di dire arrivederci. E se il percorso vi porta a costeggiare l'Oltrarno, alzate gli occhi verso il Giardino di Boboli e la collina di San Miniato: è l'ultima immagine della città che porterete via con voi.
  • Recupero bagagli in hotel
  • Trasferimento verso Firenze Santa Maria Novella (a piedi, taxi o rete urbana)
  • Partenza verso casa secondo il titolo di viaggio scelto

Note aggiuntive

Firenze Santa Maria Novella è il riferimento per i collegamenti nazionali; la rete urbana di autobus e tram collega la stazione con il centro e con le altre stazioni cittadine. Orari e coincidenze dipendono dal titolo di viaggio scelto: verificate sull'app dell'operatore ferroviario.

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15 ott 2026
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Domande frequenti

Bastano 3 giorni per vedere Firenze?

Per un primo viaggio sì: tre giorni bastano per Duomo, Palazzo Vecchio, Uffizi, Santa Croce e Oltrarno con Pitti e Boboli, senza correre. Non si vede tutto: l’Accademia, se la aggiungete, merita una mattina a sé, mai nello stesso giorno degli Uffizi.

Quali musei di Firenze sono chiusi il lunedì?

Uffizi, Galleria dell’Accademia e Palazzo Pitti chiudono il lunedì: per questo il primo giorno, che cade di lunedì, è dedicato a piazze, ponti ed esterni. Il complesso del Duomo e Santa Croce restano aperti, ma verificate gli orari per le vostre date.

Bisogna prenotare la cupola del Brunelleschi?

Sì. La salita si acquista con il Brunelleschi Pass, che comprende anche Battistero, Campanile di Giotto, Santa Reparata e Museo dell’Opera del Duomo, e richiede una fascia oraria che in primavera si esaurisce presto. Prenotatela online prima di partire.

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