L'affresco che state per incontrare fu dipinto nel 1447 da Andrea del Castagno. La parte inferiore della parete è interamente dedicata all'Ultima Cena, che la direzione dei musei toscani descrive come ambientata in uno scenario riccamente decorato, dove ogni elemento architettonico è reso con meticoloso dettaglio. Questa è la prima cosa che vale la pena notare: non si tratta di una scena superficiale. Castagno costruisce una stanza dentro la stanza, con modanature, superfici a pannelli e linee in fuga che sembrano rispondere all'architettura reale intorno a voi. La descrizione specialistica della sua maniera vale la pena di essere tenuta a mente mentre osservate: un linguaggio pittorico di straordinaria fermezza formale, una visione severa e monumentale, tenuta in un equilibrio che non rinuncia mai alla sua tensione interiore. Questa è interpretazione, sì, ma è l'interpretazione di persone che conoscono bene il dipinto. Il cenacolo espone anche altre opere di Castagno dipinte intorno alla metà del Quattrocento, tra cui una lunetta affrescata con Cristo in Pietà tra gli angeli, una Crocifissione e la sinopia, il disegno preparatorio, per una Visione di San Girolamo con santi al suo fianco. Una sinopia è una specie di fantasma: il disegno su cui si costruisce un affresco, normalmente sepolto sotto l'intonaco finito. Vederne una è come leggere la prima frase di un pittore.