Come si è trasformata, dunque, la paura in devozione? La tradizione lo racconta attraverso gli oracoli. Nel 942 una ragazza di nome Tajihi no Ayako, che viveva nella zona della Settima Via nella metà occidentale della capitale, ricevette un messaggio da Michizane che chiedeva di costruire un santuario a Kitano. Cinque anni dopo, un giovane bambino di nome Tarōmaru, figlio di un sacerdote della provincia di Omi, ricevette un messaggio simile. Nel 947, per ordine della corte, fu costruita qui una sala del santuario. Il monaco Saichin, di Asahi-dera, un tempio oggi noto come Higashimuki Kannonji, prese parte ai lavori, e il tempio divenne il tempio compagno del santuario. Un monaco di nome Zesan, della famiglia Sugawara e del tempio Manshuin, fu il primo amministratore capo, e gli abati di Manshuin ricoprirono quel ruolo per generazioni. Il prestigio del santuario crebbe rapidamente. Fujiwara no Morosuke fece costruire una nuova e maestosa sala nel 959. Nel 987 fu inviato un messaggero imperiale a pregare per la pace della nazione, e l'imperatore Ichijo conferì il titolo divino Kitano Tenman Daijizai Tenjin. Michizane fu ormai onorato come Tenjin, la divinità celeste. Nel 1004 l'imperatore stesso visitò il santuario, e la famiglia imperiale continuò a venerarlo per generazioni.