Entrare a Pompei la mattina presto è un'esperienza che si porta dentro per anni. Nel 79 d.C. l'eruzione del Vesuvio seppellì questa città sotto metri di cenere e lapilli, congelandola in un istante: strade con i solchi dei carri, banconi delle antiche tavole calde, affreschi sulle pareti delle case private, graffiti elettorali ancora leggibili. Nel Settecento, sotto i Borbone, cominciarono gli scavi sistematici che restituirono al mondo una città intera, e ancora oggi una parte consistente dell'abitato attende di essere riportata alla luce.
Comincia dal Foro, la piazza civile con il tempio di Giove e il Macellum, il mercato alimentare: è qui che si capisce la scala urbana della Pompei romana. Prosegui verso le Terme Stabiane, con le loro decorazioni, e verso la Casa del Fauno, una delle dimore più grandi, celebre per il mosaico della battaglia di Isso (in loco c'è una copia: l'originale è al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Poi lasciati perdere tra i vicoli: le domus si aprono su atri con impluvi che raccoglievano l'acqua piovana, e in alcune sono esposti i calchi delle vittime, un'immagine che vale da sola il viaggio.
Per un gruppo di amici appassionati di archeologia il consiglio è di dividere la visita in due tempi, mattina e primo pomeriggio, con una pausa pranzo: Pompei è enorme e camminare sotto il sole per cinque ore consecutive trasforma la meraviglia in fatica. Non sempre servono guide costose: una buona audioguida o un'app con mappa bastano per orientarsi, ma se il gruppo vuole capire davvero i mosaici, due ore con una guida locale sono un investimento che si ripaga.