Immaginate la strada al tempo dei primi coloni greci, quando Neapolis era una piccola colonia della Magna Grecia. La città fu tracciata su una griglia a scacchiera, lo schema associato all'architetto greco Ippodamo di Mileto. In quella griglia, l'odierna Via San Gregorio Armeno era uno stenopos, una delle strette traverse che collegavano i grandi viali principali. Un resoconto la descrive come la principale traversa che univa l'antica agorà, oggi Piazza San Gaetano alla fine della strada, con il Decumano Inferiore. La strada cambiò poi nome insieme alla città. In epoca romana fu la Strada Augustale. Con il cristianesimo divenne la Strada Nostriana, dal nome della tomba di san Nostriano, vescovo di Napoli nel V secolo, che si dice avesse costruito qui dei bagni pubblici per i poveri della città. In epoca romana, lungo la strada sorgeva un tempio dedicato a Cerere, dea della terra e della fertilità. Quel ricordo di Cerere non si è mai del tutto spento. Gli artigiani successivi indicarono l'antica dea pagana del raccolto, insieme alla devozione cristiana, come una delle ragioni per cui questo era il luogo giusto per mostrare il loro lavoro. Quindi, quando vi fermate qui, state camminando su una linea che è una strada da ben oltre 2000 anni.