Ogni angolo dell'Etna racconta una storia di distruzione e rinascita, ma nessuna è più drammatica dell'eruzione del 1669, nota come la grande ruina. Quell'anno, una massiccia colata lavica fuoriuscì dai Monti Rossi, vicino a Nicolosi, e percorse ben diciasette chilometri fino a raggiungere le mura di Catania. La lava circondò il maestoso Castello Ursino, che all'epoca si trovava su una scogliera a picco sul mare, e avanzò nel porto, allontanando la linea di costa di circa 600 metri. Incredibilmente, nonostante la potenza devastante della lava che distrusse decine di villaggi, i catanesi dimostrarono una resilienza straordinaria. Questo evento segnò anche il primo tentativo documentato nella storia di deviare una colata lavica: un gruppo di residenti, guidato dal sacerdote Diego Pappalardo, cercò di rompere il bordo della colata con picconi e pelli bagnate per proteggere la città, influenzando per sempre la storia della vulcanologia e della protezione civile.