Lo splendore che ammirate oggi deve molto alla visione del tiranno Terone, che governò la città nel quinto secolo a.C. Sotto il suo regno, Akragas raggiunse il massimo della potenza, specialmente dopo la vittoria sui Cartaginesi nella battaglia di Imera del 480 a.C. Con il bottino di guerra e il lavoro di migliaia di prigionieri, Terone trasformò la città in un cantiere monumentale. All'epoca, questi templi non avevano l'austero colore sabbia attuale, ma erano rivestiti di stucco bianco lucente e decorati con colori vivaci come il rosso e il blu, visibili a chilometri di distanza dal mare. Questa collina sacra era una sorta di skyline antico che comunicava protezione ai cittadini e soggezione ai nemici. I templi, allineati strategicamente lungo le mura di cinta della città, che si estendevano per ben 12 chilometri, fungevano da scudo spirituale e fisico per gli abitanti di Akragas.