Il nome rimanda ai Turchi, ma la storia è più intricata di così. Nel Cinquecento la popolazione locale chiamava spesso "Turchi" i pirati saraceni, come etichetta generica, sebbene il termine non fosse esatto. Si dice che quei predoni usassero questo tratto di costa rocciosa come punto di sbarco per saccheggiare i villaggi costieri, Realmonte tra questi. La leggenda locale completa la scena: i corsari ormeggiavano le navi nelle acque calme, limpide e riparate sotto la scogliera, poi risalivano i gradini naturali fino in cima e assalivano gli insediamenti circostanti. Anche gli storici leggono il paesaggio allo stesso modo: un luogo riparato e poco sorvegliato, da cui le squadre di razziatori potevano colpire l'entroterra e ritirarsi prima che i difensori locali reagissero. La memoria di quei assalti sopravvive nel siciliano. Intorno ad Agrigento si usa il detto "cu piglia un Turco è so", che significa più o meno che, se catturi un Turco, è tuo da trattare come desideri. È un'espressione dura, e mostra quanto profondamente la paura dei predoni marittimi abbia segnato questa costa.