Per capire dove siete, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino al dodici luglio del 1555. In quella data, papa Paolo quarto Carafa emanò una bolla infame intitolata Cum nimis absurdum. Il nome dice tutto: il pontefice dichiarava assurdo che gli ebrei vivessero liberamente accanto ai cristiani. Da un giorno all'altro, la comunità ebraica romana, una delle più antiche del mondo, fu costretta a vivere in un'area di soli 3 ettari, costantemente minacciata dalle inondazioni del Tevere. All'epoca, il ghetto era circondato da mura e cancelli che venivano chiusi a chiave ogni sera al tramonto e riaperti all'alba. Gli uomini dovevano indossare un berretto giallastro e le donne un velo dello stesso colore per essere immediatamente identificabili. Nonostante queste restrizioni durissime durate oltre trecento anni, la comunità ha rafforzato i propri legami interni, creando una cultura unica che oggi esploreremo insieme.