Le sponde del canale sono costeggiate dall'eredità dei mercanti che costruirono la fortuna di Trieste. Palazzo Carciotti, del 1805, fu progettato dall'architetto Matteo Pertsch ed è descritto come forse il miglior esempio di neoclassicismo triestino. Palazzo Gopcevich ospita oggi il Museo teatrale Schmidl e l'archivio fotografico dei musei civici. Palazzo Genel, del 1873, fu progettato da Domenico Monti. Vicino al mare, il rosso Palazzo Berlam fu costruito tra il 1926 e il 1928 su progetto di Arduino Berlam. I locali lo chiamano il grattacielo rosso e, con i suoi sei piani, all'epoca sembrava sorprendentemente alto. La chiesa con le cupole azzurre è la chiesa ortodossa serba di San Spiridione, del 1869, progettata da Carlo Maciachini. A chiudere la vista c'è la facciata ottocentesca di Sant'Antonio Taumaturgo, descritta come la chiesa più grande di Trieste. Ora una svolta. Il canale un tempo era più lungo e arrivava quasi fino alla chiesa di Sant'Antonio. Il suo ultimo tratto fu colmato nel 1934 con le macerie della demolizione della vecchia città, dando vita all'odierna piazza Sant'Antonio, oggi sistemata a giardino con una grande fontana. Una leggenda locale racconta che anche una piccola torpediniera, ormeggiata lì abbandonata dopo la guerra, sia stata sepolta. È un racconto tramandato dai locali, quindi godetevelo come leggenda e non come fatto accertato. Lo storico caffè Stella Polare si affaccia sulla piazza.