Entrate e le strisce continuano, ora in marmo colorato, prevalentemente bianco e nero, a richiamare lo stemma della città. La facciata, in marmo bianco e serpentino di Prato, rispecchia la divisione dell'interno in tre navate, con tre portali d'accesso. Tenete d'occhio i pavimenti in marmo sotto i vostri piedi e alzate lo sguardo verso la cupola. L'elenco degli artisti legati al completamento e alla decorazione della cattedrale è sorprendente: Nicola e Giovanni Pisano, Donatello, Pinturicchio, Lorenzo Ghiberti e Bernini. Il pulpito ottagonale di Nicola Pisano, completato nel 1268, è spesso descritto come una svolta nella scultura europea, il momento in cui la scultura italiana si liberò in modo decisivo dal suo passato bizantino. Nel transetto sinistro, il monumento funebre del cardinale Riccardo Petroni fu eretto tra il 1317 e il 1318 dallo scultore senese Tino di Camaino, ed è il primo esempio di architettura funeraria del Trecento. Altri due tesori meritano uno sguardo attento. L'altare Piccolomini presenta figure di Michelangelo, tra le opere maggiori meno considerate dell'arte italiana. E la Cappella della Madonna del Voto fu progettata da Gian Lorenzo Bernini nel 1661, su commissione di papa Alessandro VII, Fabio Chigi, della famiglia senese dei Chigi. È l'unico grande contributo architettonico di Bernini a Siena, un'opera del barocco romano collocata all'interno di una chiesa medievale.