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Veduta di Chiesa Nuova
Foto di Jebulon / Wikimedia Commons / CC0 1.0 · Wikimedia Commons · CC0 1.0

Benvenuti alla Chiesa Nuova, la chiesa nuova, che sorge sulla sua piazza nel cuore di Roma. Quel nome è un soprannome, ed è rimasto così bene attaccato che i romani quasi mai si preoccupano di quello ufficiale. Il vero titolo è Santa Maria in Vallicella, e vi trovate nel rione Parione, proprio al confine con il vicino rione Ponte, così che parte dell'edificio stesso sborda nel distretto successivo. La piazza si apre su Corso Vittorio Emanuele Secondo, l'arteria trafficata che va da Piazza del Gesù verso il Tevere. Lasciate che sia onesto con voi su ciò che sappiamo. La chiesa che vedete è riccamente documentata: un edificio della Controriforma della fine del Cinquecento e dell'inizio del Seicento, eretto sopra una chiesa precedente su questo sito e infine completato intorno al 1605 e 1606. Il suo passato più profondo è più incerto, quindi vi dirò chiaramente quando qualcosa è storia documentata, quando è tradizione devozionale e quando è un'ipotesi. E c'è un'ipotesi sorprendente da tenere a mente. La chiesa si trova in una leggera conca naturale chiamata la Vallicella, e una fonte suggerisce, con cautela, che qui un tempo possa esserci stato un piccolo lago alimentato da sorgenti sulfuree chiamato Tarentum. Torneremo su questo. Per ora, notate solo quanto ha da dire questo angolo tranquillo di Roma.

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Chiesa Nuova • Sezione 1 di 5

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Che cosa spiega questa guida audio Chiesa Nuova?

Questa audioguida Mappu per Chiesa Nuova mette in evidenza Benvenuti alla Chiesa Nuova, Filippo Neri e la nascita di una nuova chiesa e Da inizi semplici allo splendore barocco, con una sintesi utile prima di esplorare Roma.

Dentro questa guida

  1. 01

    Benvenuti alla Chiesa Nuova

    In Chiesa Nuova, questa sezione evidenzia Benvenuti alla Chiesa Nuova come dettaglio da capire e osservare durante la visita.

    Benvenuti alla Chiesa Nuova, la chiesa nuova, che sorge sulla sua piazza nel cuore di Roma. Quel nome è un soprannome, ed è rimasto così bene attaccato che i romani quasi mai si preoccupano di quello ufficiale. Il vero titolo è Santa Maria in Vallicella, e vi trovate nel rione Parione, proprio al confine con il vicino rione Ponte, così che parte dell'edificio stesso sborda nel distretto successivo. La piazza si apre su Corso Vittorio Emanuele Secondo, l'arteria trafficata che va da Piazza del Gesù verso il Tevere. Lasciate che sia onesto con voi su ciò che sappiamo. La chiesa che vedete è riccamente documentata: un edificio della Controriforma della fine del Cinquecento e dell'inizio del Seicento, eretto sopra una chiesa precedente su questo sito e infine completato intorno al 1605 e 1606. Il suo passato più profondo è più incerto, quindi vi dirò chiaramente quando qualcosa è storia documentata, quando è tradizione devozionale e quando è un'ipotesi. E c'è un'ipotesi sorprendente da tenere a mente. La chiesa si trova in una leggera conca naturale chiamata la Vallicella, e una fonte suggerisce, con cautela, che qui un tempo possa esserci stato un piccolo lago alimentato da sorgenti sulfuree chiamato Tarentum. Torneremo su questo. Per ora, notate solo quanto ha da dire questo angolo tranquillo di Roma.

  2. 02

    Filippo Neri e la nascita di una nuova chiesa

    In Chiesa Nuova, questa sezione evidenzia Filippo Neri e la nascita di una nuova chiesa come dettaglio da capire e osservare durante la visita.

    Nel 1575 la chiesa più antica su questo sito fu concessa alla congregazione fondata da San Filippo Neri, e iniziò il progetto di ricostruzione. Da quel progetto deriva il soprannome: la chiesa nuova, la chiesa nuova. La prima pietra fu posata quello stesso anno alla presenza del cardinale Alessandro de' Medici, l'uomo che sarebbe poi diventato papa Leone XI. Il progetto fu affidato all'architetto Matteo di Città di Castello, e dal 1586 al 1590 Martino Longhi il Vecchio assunse la direzione dei lavori, mentre il cardinale Pierdonato Cesi contribuì a finanziare l'ambizioso progetto, rimodellando le cappelle in forma semicircolare perché potessero sostenere adeguatamente la grande volta sovrastante. E l'uomo dietro tutto ciò? I romani chiamavano Filippo Neri Pippo bbono, il buon vecchio Filippo, e riposa qui nella Cappella di San Filippo Neri. Il suo corpo è conservato in un'urna di cristallo con una maschera d'argento sul volto. Nelle vicinanze potete visitare le suggestive stanze del santo, che custodiscono reliquie e memorie della sua vita insieme a dipinti di Guercino e Guido Reni. Ecco la deliziosa ironia. Quando fu costruita la chiesa, Filippo intendeva apparentemente che l'interno fosse piuttosto sobrio, adornato solo con alcune opere scelte tratte dalla vita della Beata Vergine. I suoi seguaci avevano altre idee, e ciò che accadde dopo è la storia della nostra prossima tappa.

  3. 03

    Da inizi semplici allo splendore barocco

    In Chiesa Nuova, questa sezione evidenzia Da inizi semplici allo splendore barocco come dettaglio da capire e osservare durante la visita.

    Il desiderio di sobrietà di Filippo Neri fu gentilmente accantonato. La Chiesa Nuova divenne una vetrina dell'idea controriformistica che l'arte potesse predicare, e custodisce opere preziose di Pietro da Cortona e di Rubens. Alzate lo sguardo verso la grande volta della navata, decorata da Pietro da Cortona come parte del ciclo di affreschi seicentesco della chiesa. Altrettanto interessante è ciò che fu spostato e ciò che cambiò. Per un altare, Guido Reni dipinse un San Filippo Neri con la Madonna della Vallicella. Quella pala d'altare fu infine trasferita nelle stanze del convento, e un mosaico dello stesso soggetto di Vincenzo Castellani, realizzato tra il 1765 e il 1774, prese il suo posto in chiesa. Ora alzate lo sguardo verso l'affresco della volta che mostra la Madonna e San Filippo Neri. Ricorda una tradizione degli anni della costruzione: nel 1576, durante i lavori, si dice che Filippo ebbe una visione della Madonna stessa che sosteneva una trave pericolante sopra la cappella dove il Santissimo Sacramento e l'immagine miracolosa della Vergine erano custoditi per sicurezza. Qualunque cosa pensiate della visione, potete vedere come questa comunità comprendeva la propria storia: il cielo, letteralmente, che teneva su il tetto.

  4. 04

    Una conca chiamata Vallicella e una Madonna che piange

    In Chiesa Nuova, questa sezione evidenzia Una conca chiamata Vallicella e una Madonna che piange come dettaglio da capire e osservare durante la visita.

    Ora al suolo sotto i vostri piedi, e a un quadro con una storia. In epoca romana, questo terreno basso vicino all'ansa del Tevere era considerato insalubre e malsano. Le fonti suggeriscono, come identificazione probabile più che come certezza, che qui sorgesse un piccolo lago alimentato da sorgenti sulfuree, noto come Tarentum, e che fosse annoverato tra gli ingressi all'oltretomba, con un santuario sotterraneo dedicato alle divinità Dis Pater e Proserpina. Prendetelo come un'ipotesi, non come un titolo di giornale. Ciò che è solidamente documentato è un nome. Nel Quattrocento e Cinquecento la chiesa qui era nota anche come Santa Maria in Puteo albo, da un antico pozzo di marmo bianco che sorgeva nelle vicinanze, poiché puteus è il latino per pozzo. Acqua, sorgenti e pozzi attraversano l'identità di questo sito. E poi c'è l'immagine. Questa fu la prima chiesa a Roma dedicata alla Natività della Vergine, e dal 1535 conserva un affresco trecentesco della Madonna con il Bambino e due angeli. Il dipinto fu staccato da un muro esterno di un edificio vicino e portato qui dopo che divenne il fulcro di un racconto celebre: si diceva che la Madonna avesse versato lacrime di sangue dopo che un passante ubriaco aveva lanciato pietre contro l'immagine. Questa è la tradizione, raccontata con reverenza in questa chiesa per secoli, e spiega perché questo quadro ancora attiri le persone in silenzio verso di sé.

  5. 05

    Prima di andartene

    In Chiesa Nuova, questa sezione evidenzia Prima di andartene come dettaglio da capire e osservare durante la visita.

    Prima di lasciare la piazza, andate a cercare la fontana. Porta un'iscrizione molto nello spirito dell'uomo che costruì questa chiesa: Ama Dio e non fallire, fa del bene e lassa dire, che significa ama Dio e non fallire, fai del bene e lascia dire. La data incisa insieme ad essa è milleseicentoventidue. Turismo Roma descrive questa fontana come tra le più insolite e poco conosciute della città, quindi vale la pena guardarla con calma. La chiesa è anche più di un monumento. Nel 1905 la vicina chiesa parrocchiale di San Tommaso in Parione fu giudicata troppo piccola per la sua congregazione, e la Chiesa Nuova fu invece resa chiesa parrocchiale, ancora servita dagli Oratoriani. Nel 1922 il convento divenne sede dell'Archivio Storico Capitolino, gli archivi storici della città, e ospita anche la Biblioteca Vallicelliana, fondata da Filippo nel 1581 e descritta come la più antica biblioteca pubblica di Roma, insieme all'Archivio dei giornali romani, che conserva copie di quasi tutti i giornali pubblicati a Roma dal Settecento. Quindi, quando uscite di nuovo, ascoltate i suoni ordinari della strada e pensate a strati: una sorgente infernale, un dipinto che piange, un santo che voleva pareti spoglie e stanze piene di secoli di carta. Quale strato vorreste aprire per primo?

Oltre questa pagina

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Domande frequenti

Che cosa include questa guida audio gratuita su Chiesa Nuova?

Include sezioni su Filippo Neri e la nascita di una nuova chiesa, Da inizi semplici allo splendore barocco e Una conca chiamata Vallicella e una Madonna che piange, con contesto pratico e dettagli da osservare durante la visita.

Qual è la storia di «Chiesa Nuova»?

Nel 1575 la chiesa più antica su questo sito fu concessa alla congregazione fondata da San Filippo Neri, e iniziò il progetto di ricostruzione. Da quel progetto deriva il soprannome: la chiesa nuova, la chiesa nuova. La prima pietra fu posata quello stesso anno alla presenza del cardinale Alessandro de' Medici, l'uomo che sarebbe poi diventato papa Leone XI. Il progetto fu affidato all'architetto Matteo di Città di Castello, e dal 1586 al 1590 Martino Longhi il Vecchio assunse la direzione dei lavori, mentre il cardinale Pierdonato Cesi contribuì a finanziare l'ambizioso progetto, rimodellando le cappelle in forma semicircolare perché potessero sostenere adeguatamente la grande volta sovrastante.

Quali domande posso fare a Mappu dopo questa guida su Chiesa Nuova?

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