Iniziamo dall'edificio principale. Palmavera è ciò che gli archeologi chiamano nuraghe complesso: un corpo centrale con due torri, costruito con blocchi di calcare e arenaria e circondato da un antemurale. In Sardegna esistono migliaia di nuraghi, ma pochi ne riuniscono così tanti elementi in un solo luogo. L'archeologo che per primo scavò qui, Antonio Taramelli, rimase colpito dal modo in cui l'edificio funzionava. Egli annotò l'attenta struttura del bastione, la sapiente disposizione delle scale, del corridoio d'ingresso, del cortile e delle nicchie per la conservazione. Per lui questi elementi rivelavano un edificio abitato e frequentato, in cui le persone potevano muoversi in sicurezza e immagazzinare una buona quantità di beni. Allo stesso tempo, l'altezza e la solidità delle mura, il difficile collegamento con l'esterno, le feritoie per le frecce nella torre e i numerosi complessi sistemi di chiusura all'ingresso mostravano che l'edificio era costruito anche per difendersi. Pensatelo quindi come casa e fortezza insieme. Quando vi trovate accanto a quelle mura, provate a immaginare l'interno come un luogo di vita quotidiana, con scale da salire, beni riposti al sicuro e un pesante ingresso che poteva essere chiuso in caso di pericolo.