Osservando l'architettura di Oia, noterai due stili molto diversi che raccontano la gerarchia sociale del passato. Le famose case-grotta, chiamate ipóskafa, erano originariamente le abitazioni dei marinai più poveri. Queste strutture venivano letteralmente scavate nella morbida ma resistente cenere vulcanica, una tecnica ingegnosa che permetteva di mantenere una temperatura costante di circa 20 gradi tutto l'anno, proteggendo gli abitanti sia dal freddo invernale che dal caldo torrido dell'estate greca. Al contrario, sulla sommità del dirupo vedrai le case dei capitani, dimore eleganti costruite in pietra che riflettono la ricchezza degli armatori del diciannovesimo secolo. La calce bianca che copre ogni superficie non ha solo una funzione estetica: serviva storicamente come disinfettante naturale e per riflettere i raggi solari, mantenendo gli ambienti freschi. E per quanto riguarda le cupole blu delle chiese, esse richiamano i colori della bandiera greca e si fondono cromaticamente con l'orizzonte marino, creando un'armonia visiva unica al mondo.