Audioguida: Museo dei Ventisei Martiri

La collina di Nishizaka, dove una città ricorda i suoi primi martiri

Museo dei Ventisei Martiri
Foto di No machine-readable author provided. Fk assumed (based on copyright claims).Wikimedia CommonsCC BY-SA 2.5

7 min di ascolto · Sezione 1 di 5: Benvenuti al Museo dei Ventisei Martiri

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Museo dei Ventisei Martiri • Sezione 1 di 5

Museo dei Ventisei Martiri: c'è un'audioguida gratuita?

Risposta rapida. Sì. Museo dei Ventisei Martiri (Nagasaki, Giappone): audioguida Mappu gratuita nel browser, con 5 sezioni e circa 7 minuti di ascolto, in 8 lingue. Tra i temi: «La strada verso Nishizaka», «Figure di bronzo e piastrelle ispirate a Gaudí» e «All'interno del museo: lettere, dipinti e fumie». Nell'app Mappu, Walk Mode racconta i luoghi intorno a te mentre ti sposti e risponde alle tue domande.

Museo dei Ventisei Martiri: mappa

La mappa Mappu del luogo, con i sentieri e gli ingressi che OpenStreetMap segna nei dintorni.

Museo dei Ventisei Martiri: mappaIl luogo sulla mappa, con il punto della guida segnato.

Museo dei Ventisei Martiri: che cosa racconta l'audioguida?

  1. 01

    Benvenuti al Museo dei Ventisei Martiri

    Benvenuti sulla collina di Nishizaka a Nagasaki, sede del Museo e Monumento dei Ventisei Martiri. Non si tratta di una collina con una bella vista e una storia piacevole. È il luogo in cui, il 5 febbraio 1597, 26 cristiani furono giustiziati per ordine di Toyotomi Hideyoshi, il primo ministro imperiale del Giappone. Il museo e il monumento furono costruiti qui nel giugno 1962. Essi segnano cento anni dalla canonizzazione dei martiri da parte della Chiesa cattolica, avvenuta nel 1862. Il complesso è gestito dalla Compagnia di Gesù. Mentre camminate, vedrete una lunga scultura in bronzo nella piazza, una chiesa e un museo che raccoglie lettere, dipinti e oggetti della lunga storia del cristianesimo in Giappone. Nelle prossime tappe vi racconterò chi erano i 26, perché furono condotti a Nagasaki, che cosa l'artista e gli architetti vollero esprimere con il metallo e le piastrelle, e come questa collina si colleghi a tre secoli di difficoltà e di fede. Prendetevi il vostro tempo. Questo luogo merita un ritmo lento.

  2. 02

    La strada verso Nishizaka

    Torniamo alla fine del Cinquecento. Nagasaki era allora il centro dell'evangelizzazione cristiana in Giappone. Toyotomi Hideyoshi, il governante del paese, temeva la crescita di quella fede. Fece arrestare 26 cristiani: missionari attivi a Kyoto e a Osaka, insieme ad alcuni dei loro fedeli. Furono poi trasferiti a Nagasaki. Il gruppo era sorprendentemente eterogeneo. Venti dei 26 erano giapponesi, gli altri stranieri. Vi erano francescani e gesuiti, laici e diversi ragazzi. Il 5 febbraio 1597 furono crocifissi su croci disposte in fila proprio qui, sulla collina di Nishizaka. Gli storici considerano questo episodio il primo capitolo di una vicenda molto più lunga. La loro morte segnò l'inizio di secoli di dure persecuzioni dei cristiani in Giappone. I martiri furono canonizzati nel 1862, e la loro festa liturgica si celebra il 6 febbraio. Per questo il museo e il monumento che vedete oggi furono programmati per ricordare il centesimo anniversario di quella canonizzazione.

  3. 03

    Figure di bronzo e piastrelle ispirate a Gaudí

    Ora osservate il grande altorilievo in bronzo nella piazza. Fu realizzato dallo scultore Yasutake Funakoshi, vissuto dal 1912 al 2002, che si convertì al cattolicesimo verso la fine dei trent'anni. Gli occorsero quattro anni per completarlo, e raffigura i 26 martiri a grandezza naturale. Percorretelo lentamente e notate come le figure si leggano come una processione. Questa idea di viaggio attraversa l'intero complesso. Il tema principale del museo e del monumento si chiama La via verso Nagasaki. Esso richiama il cammino fisico dei prigionieri verso questa collina, e anche lo spirito cristiano dei martiri. La chiesa e il museo furono progettati da Kenji Imai, a cui si attribuisce l'introduzione di Gaudí in Giappone, e i suoi mosaici e la sua architettura sono elementi chiave da vedere. Osservate la stratificazione dell'edificio del museo. Il secondo livello presenta un takeyarai, un graticcio di bambù che un tempo circondava i luoghi delle esecuzioni. I due livelli superiori usano pilastri che evocano una prigione. Sui pilastri più spessi, le piastrelle colorate diventano rosse verso l'alto, a richiamo delle lance insanguinate conficcate nei fianchi dei martiri.

  4. 04

    All'interno del museo: lettere, dipinti e fumie

    All'interno, il museo amplia il racconto oltre un unico giorno del 1597. Il cristianesimo a Nagasaki ha una storia di oltre trecento anni. Essa comprende gli editti che lo proibirono all'inizio dell'epoca Edo, la dura persecuzione seguita alla rivolta di Shimabara e quattro repressioni contro i cristiani di Urakami. Si conclude con il riconoscimento della libertà di religione nella Costituzione giapponese del 1889. Tra gli oggetti vi è una lettera di Francesco Saverio al re Giovanni III del Portogallo, datata 1546. Vi è anche una lettera originale del 1621 di Nakaura Giuliano, che nel 1582 si era recato a Roma come membro dell'Ambasceria Tensho e che, tornato in Giappone, divenne sacerdote. In essa descrive la persecuzione dei cristiani giapponesi. Cercate anche Nostra Signora delle Nevi, un dipinto della Vergine Maria che si ritiene realizzato a Nagasaki tra il 1600 e il 1614. Le esposizioni includono anche repliche di fumie, cioè immagini da calpestare. Ogni anno, dal 1629 al 1857, gli abitanti di Nagasaki furono costretti a calpestare immagini in bronzo di Cristo o di Maria per dimostrare di non essere cristiani. Stare davanti a una di queste immagini è una lezione silenziosa e scomoda su come la vita quotidiana venisse trasformata in una prova di fede.

  5. 05

    Prima di ripartire

    Questa collina ha attirato visitatori da ben oltre Nagasaki. Il santuario e la chiesa qui furono visitati da papa Giovanni Paolo II nel 1981 e da papa Francesco nel 2019. Eppure il luogo parla anche in modi più piccoli, persino attraverso un nome. Una persona è qui registrata come Phillip Nishizaka, dal nome di uno dei 26. Prima di andarvene, lasciate che lo sguardo percorra ancora una volta le figure di bronzo, poi salga ai pilastri con la punta rossa e alle decorazioni in piastrelle dell'edificio. Vedete quante delle storie di cui abbiamo parlato potete leggere nei materiali stessi: il graticcio di bambù, i pilastri simili a una prigione, la fila di figure a grandezza naturale. E se volete proseguire, riflettete sulla domanda che questo sito continua a porre. Come ricorda una comunità un inizio difficile, e che cosa sceglie di costruire proprio in quel luogo? La risposta si trova nel bronzo, nelle piastrelle e nelle lettere che avete appena visto.

Informazioni su questa guida

Generata con l'IA a partire da 6 fonti; verificata automaticamente e aggiornata l'ultima volta il 31 ottobre 2026. Verifica biglietti e orari sul sito ufficiale. Guida indipendente di Mappu, non affiliata al sito né ai suoi gestori.

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Mappa del percorso: a piedi da Museo dei Ventisei Martiri3 tappe numerate in ordine di percorso. Tappa 1: Museo dei Ventisei Martiri; Tappa 2: Santuario Suwa; Tappa 3: Ponte Megane.Tappa 1: Museo dei Ventisei Martiri1Tappa 2: Santuario Suwa2Tappa 3: Ponte Megane3
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  1. Museo dei Ventisei MartiriQuesta guida

    circa 1,2 km · circa 16 min a piedi

  2. Santuario Suwa

    circa 1,1 km · circa 14 min a piedi

  3. Ponte Megane
Fonti delle foto

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Domande frequenti

Museo dei Ventisei Martiri: quanto dura l'audioguida gratuita?

Circa 7 minuti di ascolto in 5 sezioni: «Benvenuti al Museo dei Ventisei Martiri», «La strada verso Nishizaka», «Figure di bronzo e piastrelle ispirate a Gaudí», «All'interno del museo: lettere, dipinti e fumie» e «Prima di ripartire».

Museo dei Ventisei Martiri: cosa posso chiedere a Mappu dopo la guida?

Puoi fare domande di approfondimento come «Perché missionari e fedeli di Kyoto e Osaka furono condotti fino a Nagasaki, e che cosa rendeva Nagasaki così importante per il cristianesimo di allora?» e continuare a chiedere in Mappu, con la guida collegata alla mappa e al viaggio.