Audioguida: Palombaro Lungo

La grande cattedrale ipogea dell'acqua sotto la piazza principale di Matera

Palombaro Lungo
Foto di Holger Uwe Schmitt / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

6 min di ascolto · Sezione 1 di 5: Benvenuti al Palombaro Lungo - Cisterna Ipogea

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Palombaro Lungo • Sezione 1 di 5

Palombaro Lungo: c'è un'audioguida gratuita?

Risposta rapida. Sì. Palombaro Lungo (Matera, Italia): audioguida Mappu gratuita nel browser, con 5 sezioni e circa 6 minuti di ascolto, in 6 lingue. Tra i temi: «Dalle case di neve a una gigantesca cisterna», «Pareti curve e antico intonaco» e «Perduto, abbandonato e ritrovato». Nell'app Mappu, Walk Mode racconta i luoghi intorno a te mentre ti sposti e risponde alle tue domande.

Palombaro Lungo: che cosa racconta l'audioguida?

  1. 01

    Benvenuti al Palombaro Lungo - Cisterna Ipogea

    Fermatevi in Piazza Vittorio Veneto, la piazza principale del centro storico di Matera, e prendetevi un momento per osservare la pavimentazione sotto i vostri piedi. Sotto di essa si trova il Palombaro Lungo, la più grande cisterna sotterranea della città. Sopra di voi ci sono caffè, passeggiatori e piccioni. Sotto, c'è un'ampia camera scavata nella roccia. Questo è il luogo in cui la storia dell'acqua di Matera diventa visibile. La città è cresciuta in un territorio dove l'acqua potabile non era mai semplicemente disponibile, quindi i suoi abitanti hanno imparato a raccoglierla, convogliarla e immagazzinarla. Il Palombaro Lungo è il risultato più imponente di questo sforzo e fa parte di una rete più ampia di cisterne che si estende lungo i Sassi, i quartieri antichi della città. Nei prossimi minuti vedremo come è nata questa camera, come furono realizzate le sue pareti per trattenere l'acqua e come fu dimenticata e poi ritrovata in epoca moderna. Tenete a mente un'immagine: una cavità nel calcare che si eleva all'incirca quanto un edificio di sei piani, nascosta sotto una piazza pubblica.

  2. 02

    Dalle case di neve a una gigantesca cisterna

    Il Palombaro Lungo non è nato all'improvviso. Gli abitanti della zona dei Sassi avevano sempre scavato cisterne. Con la crescita della popolazione, a partire dal Cinquecento, si moltiplicarono i lavori per costituire riserve d'acqua. Il Palombaro Lungo nacque dal collegamento di diverse grotte già esistenti. Alcune avevano avuto funzioni completamente diverse, come depositi di neve, cantine per il vino e concerie. Immaginate un laboratorio di conciatore e una cantina unite in un unico grande serbatoio. La cronologia esatta è raccontata in due modi. Secondo una versione, la cisterna fu completata nel 1882 su progetto di un ingegnere di nome Rosi. Secondo un'altra, nel 1893, con l'aumento della domanda d'acqua, il pozzo sorgivo originario a forma di campana, scavato nella roccia, fu approfondito e ingrandito. In questa versione, quattro grotte e un'altra cisterna furono annesse alla struttura, sotto la supervisione di un architetto napoletano. In ogni caso, la grande cisterna così come la vedete appartiene alla fine dell'Ottocento, costruita dal comune per servire il crescente quartiere del Piano, la parte alta della città. L'acqua proveniva dalla pioggia e dalle sorgenti delle colline circostanti. Prima di raggiungere la cisterna, alimentava anche la vicina Fontana Ferdinandea.

  3. 03

    Pareti curve e antico intonaco

    Ecco il trucco ingegneristico che fa funzionare l'intero luogo. La cisterna è scavata nella calcarenite, una pietra porosa che assorbirebbe l'acqua come una spugna. Per evitarlo, le pareti furono rivestite con cocciopesto, un intonaco impermeabile. È una tecnica antica, conosciuta dai popoli del Mediterraneo da più di 2000 anni. Al Palombaro Lungo fu applicato in uno strato triplo, composto da sabbia, calce, argilla e pozzolana. Osservate anche le forme. Gli angoli furono deliberatamente arrotondati. L'acqua preme con forza contro il contenitore e spigoli vivi avrebbero potuto incrinare l'intonaco e compromettere l'impermeabilizzazione. Le curve, quindi, non sono decorazione. Sono buon senso strutturale. La scala è impressionante. La camera è alta circa 18 metri e larga 50 metri, con una capacità di circa 5 milioni di litri d'acqua. Gli abitanti non scendevano con le brocche. Calavano secchi di piccole dimensioni attraverso due aperture dall'esterno. Ancora oggi l'acqua talvolta filtra da un punto del fondo, e le pompe la estraggono periodicamente così che i visitatori possano percorrere le passerelle rialzate.

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    Perduto, abbandonato e ritrovato

    Per decenni la cisterna fu la risorsa vitale del Piano. Ciò finì negli anni Trenta del Novecento, quando l'Acquedotto Pugliese portò l'acqua in città. Il Palombaro Lungo fu allora chiuso e abbandonato, e la sua funzione svanì dalla vita quotidiana. Tornò alla luce nel 1991. Un gruppo di studiosi guidato da Enzo Viti, disegnatore tecnico ed esperto della Matera sotterranea, lo esplorò quando conteneva ancora una notevole quantità d'acqua. Viti attraversò la cisterna a bordo di un piccolo gommone. La riscoperta avvenne solo un paio d'anni prima che i Sassi di Matera fossero iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1993. Questa attenzione internazionale mise in luce un patrimonio che non si trovava soltanto nelle case scavate nella roccia, ma anche sotto strade e piazze. Oggi si può ancora trovare una piccola traccia della vecchia routine. In un'area asciutta un tempo sommersa, soprannominata la spiaggetta, si possono ancora vedere alcuni dei secchi che furono calati e persi. Oggetti di uso quotidiano, lasciati da chi attingeva qui l'acqua.

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    Prima di proseguire

    Il Palombaro Lungo è aperto ai visitatori. Si acquista il biglietto presso la biglietteria, situata negli spazi sotterranei di Piazza Vittorio Veneto. Non è necessaria la prenotazione e si può pagare in contanti o con carta. Giorni e orari di apertura cambiano con le stagioni, quindi consultate il calendario ufficiale prima di programmare la visita. Una volta laggiù, lasciate che siano i sensi a fare il lavoro. Notate quanto l'aria sia fresca e ombrosa, come si incurvano le pareti e come il rivestimento in intonaco abbia tenuto insieme la pietra per generazioni. Poi, quando risalirete alla luce del sole, guardate di nuovo la piazza. Secondo voi, da dove entrava l'acqua un tempo? Quanti altri vuoti potrebbero trovarsi sotto le strade dei Sassi? Questa cisterna è solo un capitolo della storia sotterranea di Matera, quindi lasciate che la curiosità vi guidi attraverso il resto della città antica.

Informazioni su questa guida

Generata con l'IA a partire da 6 fonti; verificata automaticamente e aggiornata l'ultima volta il 23 ottobre 2026. Verifica biglietti e orari sul sito ufficiale.

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Domande frequenti

Palombaro Lungo: quanto dura l'audioguida gratuita?

Circa 6 minuti di ascolto in 5 sezioni: «Benvenuti al Palombaro Lungo - Cisterna Ipogea», «Dalle case di neve a una gigantesca cisterna», «Pareti curve e antico intonaco», «Perduto, abbandonato e ritrovato» e «Prima di proseguire».

Palombaro Lungo: cosa posso chiedere a Mappu dopo la guida?

Puoi fare domande di approfondimento come «Come hanno fatto le grotte che un tempo servivano da depositi di neve, cantine e concerie a unirsi in un'unica cisterna?» e continuare a chiedere in Mappu, con la guida collegata alla mappa e al viaggio.