Un ponte che ha resistito per secoli ha una lunga serie di situazioni pericolose. Nel 1848, durante i giorni rivoluzionari, il ponte uscì illeso da una cannonata, sebbene alcune statue fossero danneggiate. Nel 1866 furono installati sulla balaustra lampioni a gas in stile pseudo-gotico, poi sostituiti dall'illuminazione elettrica. Negli anni Settanta dell'Ottocento il primo servizio pubblico regolare, un omnibus, attraversò il ponte, poi sostituito da un tram trainato da cavalli. Le torri del ponte subirono una ricostruzione completa tra il 1874 e il 1883. Poi, dal 2 al 5 settembre 1890, un'altra disastrosa inondazione colpì Praga e danneggiò gravemente il ponte. Anche le statue hanno avuto i loro pericoli. Il 3 novembre 1918 una folla distrusse la Colonna mariana nella Piazza della Città Vecchia. Secondo alcune testimonianze, la folla intendeva poi dirigersi verso il Ponte Carlo e gettare le sue statue nel fiume. Lo scultore francese Antoine Bourdelle, in visita alla fine dell'Ottocento, definì il ponte un miscuglio architettonico di stili gotico e barocco. Oggi il ponte si trova nel mezzo di un processo ventennale di ispezione strutturale, restauro e riparazione, iniziato alla fine del 2019, con un costo previsto di 45-60 milioni di corone ceche, circa 1,9-2,6 milioni di dollari statunitensi.