Benvenuti al Monastero di Emmaus, in ceco Emauzy, o Emauzský klášter. Vi trovate in un'abbazia benedettina a Praga, e una delle prime cose che noterete è un apparente anacronismo: due snelle torri bianche con guglie dorate, inequivocabilmente moderne, che si ergono da una chiesa medievale. Tenete bene a mente questo contrasto, perché cattura l'intera storia di questo luogo — un monastero antichissimo che è stato costruito, danneggiato, ricostruito e reinterpretato. L'abbazia fu fondata nel 1347 da Carlo IV, Re di Boemia e poi Imperatore del Sacro Romano Impero. Fu completata e consacrata nel 1372 dall'arcivescovo Jan Očko di Vlašim, con Carlo stesso presente, insieme a suo figlio Venceslao e a una compagnia di ospiti illustri. In quel giorno la lettura del Vangelo narrava dell'incontro di Cristo con i suoi discepoli nel villaggio di Emmaus, e quella lettura diede al monastero il nome che ancora porta. Nel Medioevo la casa era conosciuta come Na Slovanech, che significa, all'incirca, "nel luogo slavo". Quanto segue è tratto dal resoconto storico del monastero stesso, dai registri del patrimonio cittadino e da opere di riferimento; laddove qualcosa appartiene alla leggenda più che alla documentazione, lo dirò. Oggi il complesso è elencato come monumento culturale nazionale, ed è ancora, in modo modesto, un monastero attivo.