In una notte afosa del gennaio 1929, il Labor Daily aprì un articolo con una frase semplice: Sydney è andata a nuotare la scorsa notte. Centinaia di persone furono respinte dai bagni cittadini dopo una lunga giornata di lavoro, e si stima che 15.000 persone si siano riversate a Clovelly, una folla straordinaria per una baia così piccola. Quella corsa dettata dal caldo contribuì a plasmare ciò che vedete oggi. Il consiglio di Randwick avviò importanti lavori sul lungomare negli anni 1930, in parte per soddisfare i nuotatori e in parte per dare lavoro agli uomini durante la Grande Depressione. La passeggiata in cemento e gli accessi risalgono a quest'epoca e conferiscono alla baia il suo caratteristico aspetto da piscina naturale. I lavori per la piscina di Clovelly iniziarono nel 1930, e fu descritta come la prima piscina di Sydney di dimensioni olimpiche. La natura, però, aveva altri progetti rispetto al grande piano. Era stato costruito un frangiflutti, ma una violenta tempesta causò danni enormi e i piani dovettero essere modificati. Il consiglio aveva sperato di fare di più, eppure a essere completato fu il lungomare, che ancora oggi definisce la spiaggia. Guardate lungo il lato sud per trovare un indizio di un'altra attrazione scomparsa. I vecchi abitanti parlano dei gradini dello Springboard, la penultima scalinata di quel lato. Dagli anni 1930 agli anni 1950 lì si trovava un trampolino, da cui i bagnanti più audaci si tuffavano nell'oceano. Una celebre fotografia del Sydney Morning Herald, scattata nel 1940, lo immortalò.