Benvenuti al Palazzo di Nymphenburg, un capolavoro tentacolare che sorgeva in aperta campagna quando ne fu posata la prima pietra nel milleseicentosessantaquattro [1]. Vi trovate in quello che un tempo era il 'borgo delle ninfe', o il 'Castello delle Ninfe', nome scelto da Enrichetta Adelaide di Savoia per evocare un mitico paradiso pastorale. Questo palazzo non era solo una residenza; fu un grandioso dono di ringraziamento dell'Elettore Ferdinando Maria alla moglie dopo la nascita del loro atteso erede, Massimiliano II Emanuele, che assicurò il futuro della dinastia Wittelsbach. Dirigete lo sguardo al padiglione centrale. Sebbene oggi appaia come un insieme unitario, nacque come una singola villa cubica in stile italiano progettata da Agostino Barelli. Nei due secoli successivi, cinque sovrani lo ampliarono fino a raggiungere la facciata larga seicentotrentadue metri che vedete ora — persino più estesa della Reggia di Versailles in Francia. Mentre camminate verso l'ingresso, immaginate la famiglia reale che sfuggiva agli angusti quartieri formali della Residenza di Monaco per trascorrere qui le estati, circondata dai laghi e dai giardini che diedero a questo luogo il suo nome magico.