Osservate da vicino le case che vi circondano, note come 'pirkas'. Queste abitazioni quadrate in pietra furono costruite utilizzando la tecnica della pietra a secco, dove le rocce sono incastrate con precisione senza l'uso di malta. Questo design ingegnoso offre una notevole resistenza sismica, essenziale in questa regione delle Ande soggetta a terremoti. Noterete che le porte sono sorprendentemente basse e non ci sono finestre. Non si trattava di un errore di progettazione, ma di una strategia di sopravvivenza. In questo deserto d'alta quota, le temperature possono precipitare di notte e le spesse mura di pietra, unite agli ingressi stretti, aiutavano a trattenere il calore all'interno. In origine, queste case erano coperte con legno di cactus e un'erba locale chiamata 'ichu', creando rifugi accoglienti contro il gelo montano. Sebbene molte delle strutture che vedete oggi siano state parzialmente ricostruite a metà del XX secolo da archeologi come Juan Bautista Ambrosetti e Eduardo Casanova, la loro pianta rimane fedele ai disegni originali degli Omaguaca. Avvicinandovi a queste antiche mura, immaginate le famiglie che un tempo si riunivano qui al lume del fuoco, al riparo dai venti che ululano nel canyon.